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menuclose
Montefalcone Appennino
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Il comune deriva il suo nome dai falchi che nidificano sulla sommità del monte detto monte del falcone, che guarda ad occidente la catena appenninica dei Monti Sibillini. Il paese si trova sulla sommità di una rupe di arenaria, ad un'altitudine di ben 780 metri sul livello del mare, tra le vallate dell'Aso e del Tenna, e offre panorami suggestivi verso i Monti Sibillini e i Monti della Laga.
Nella parte più alta del paese si erge l’antico castello. Da visitare sono: la Chiesa di San Michele Arcangelo, in stile romanico e a croce greca; la Chiesa di San Pietro in Penne, di origine farfense; la Chiesa di Santa Maria in Capite Scalorum, sorta nel 1300 attorno ad un'antichissima edicola. Poco lontano dal centro abitato è situato l'antico Monastero francescano di San Giovanni in Selva, dove si rifugiarono i monaci Farfensi fuoriusciti dalla Sabina. Molto interessante è il Museo dei Fossili e dei Minerali, allestito nel settecentesco Palazzo Felici. Il museo presenta prevalentemente i fossili locali (circa 500 pezzi), reperti di fauna marina risalenti al Pliocene inferiore e si articola in diverse sezioni. Si possono osservare Cirripidi del genere Balanus, 60 specie diverse di Molluschi (Murex, Nassa, Natica, Pecten, ecc..), alcuni Echinodermi, denti di squalo, foglie fossilizzate. L’esposizione dei fossili provenienti da tutto il mondo e di tutte le epoche è interessante anche per la presenza di pezzi particolari, come ad esempio zanne di mammut del Mare del Nord, parti dello scheletro di un orso delle caverne dei Pirenei, trilobiti del Marocco, un uovo di dinosauro della Cina e l’uovo più grande mai deposto: quello di Aepyornis. La sezione di minerali conserva 1.200 pezzi, tra cui un blocco di aragonite con dei perfetti cristalli trasparenti di zolfo, un blocco di stilbite con molti ciuffi di natrolite del peso di 26 Kg. Di grande suggestione è la grotta dei minerali in cui è possibile ammirare la caratteristica fluorescenza di alcuni reperti sotto la lampada di Wood. Una sezione del primo piano è dedicata alla collezione malacologica dell'artista marchigiano Elio Ceccotti, composta da circa 300 quadri realizzati con diecimila conchiglie.
Presso il museo opera un Centro di Educazione Ambientale, che offre a scolaresche e a gruppi organizzati attività didattiche direttamente nei giacimenti fossiliferi locali, ed attività di laboratorio come, ad esempio, l’osservazione al microscopio dei microfossili.
Palazzo Felici è anche la sede dell’Ecomuseo, un centro di documentazione orale che raccoglie, cataloga, conserva e divulga le conoscenze popolari del territorio fermano, quelle che per secoli hanno regolato e condizionato l’intero ciclo della vita, oralmente tramandate da generazione in generazione.
Una sala ospita un monumentale Polittico di Pietro Alemanno, seguace di Carlo Crivelli, dipinto tra il 1475 e il 1480; l'opera proviene dalla chiesa di S. Giovanni Battista ed è l’unico polittico dell’artista rimasto integro con la sua preziosa cornice.

Il centro storico, i monumenti e i musei del Comune sono parzialmente fruibili. Per informazioni scrivere al Numero Verde del Turismo della Regione Marche (numeroverde.turismo@regione.marche.it) o contattare i telefoni indicati sotto.
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