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MACERATA REBIRTH, IL SECONDO ANELLO
Pubblicato il 19/10/2021 da Regione Marche - Outdoor Team


Il viaggio tra le bellezze maceratesi continua con il secondo anello di Macerata Rebirth, alla scoperta delle tipicità, delle tradizioni e delle leggende locali.

L’itinerario bike è di bassa difficoltà con dislivello di 931 metri e lunghezza totale di 68 km su fondo interamente asfaltato.

Un meraviglioso percorso che si sviluppa tra dolci colline ricche di colture, alternate a cittadine che conservano la memoria storica del territorio.



Storia e leggende tra le colline maceratesi

Archivio Foto Regione Marche

Il tour comincia dalla meravigliosa chiesa di San Claudio al Chienti presso Corridonia, che è punto di congiunzione con il tracciato del primo anello di Macerata Rebirth. 

Siamo al cospetto di un gioiello dell’architettura romanica che è una delle più antiche e importanti testimonianze della storia medievale delle Marche: la splendida chiesa di cui si hanno notizie dall’XI secolo, sembrerebbe esser stata l’antica cappella palatina di Carlo Magno, secondo la leggenda.

Archivio Foto Regione Marche

Seguendo il corso del fiume Fiastra, pedaliamo circondati da campi coltivati diretti alla seconda tappa del nostro viaggio. Affrontiamo un lieve dislivello per poi immergerci nella natura incontaminata della Riserva Naturale dell’Abbadia di Fiastra, che si sviluppa a cavallo di due comuni, Tolentino e Urbisaglia. All’interno della Riserva, tra parchi, rivi e sentieri, sorge l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, fondata nel 1142 dai monaci Cistercensi.


Il nostro percorso prosegue in salita fino a raggiungere Urbisaglia, un’antica città del Piceno che domina la valle del fiume Fiastra. Urbs Salvia, così era anticamente chiamata la gloriosa cittadina che fu colonia e municipio romano, ci catapulta nel passato grazie alla visita del Parco Archeologico che è il più grande e importante della regione Marche. Attraversandolo è possibile cogliere nella sua interezza la struttura di una tipica città romana del I secolo d.C. con tanto di anfiteatro e teatro: quest’ultimo è l’unico in Italia a conservare tutt’oggi delle consistenti tracce pittoriche.


Lasciamo Urbisaglia per pedalare fino al punto più alto del nostro tracciato e poi ridiscendere fino a Tolentino, città natale del Santo Nicola vissuto nella seconda metà del Duecento. A lui è intitolata la basilica che si trova nel centro storico, inoltre la sua figura è legata a una leggenda che racconta le origini del Ponte del Diavolo, costruzione del 1268 unica nella sua forma per tutto il corso del fiume Chienti. Secondo la leggenda il Mastro incaricato della costruzione incontrò diverse difficoltà, tanto da avvalersi della magia nera per la realizzazione: sembra che il ponte venne costruito in una sola notte con l’aiuto del diavolo, ma che in cambio egli chiese l’anima del primo essere umano che lo avesse attraversato; grazie a un astuto stratagemma di San Nicola il primo a passare sul ponte fu un cagnolino, il diavolo lo catturò e fu così beffato.


Foto Lucio Griccini

La pedalata continua in un alternarsi di salite e discese lungo i morbidi crinali maceratesi che ci conducono alla quinta tappa del percorso, Pollenza. La sua posizione, tra le valli del fiume Potenza e del fiume Chienti, è stata anche la sua fortuna: fin dall’antichità i due fiumi hanno permesso la coltivazione della terra e il transito di merci e popoli, rendendola una zona ricca e abitata.


Archivio Foto Regione Marche

Siamo ormai sulla via del ritorno, ma prima ci attende l’ultima sosta del nostro itinerario nella città di Macerata, capoluogo di provincia. Il suo centro storico vanta la famosa Piazza della Libertà, conosciuta per la Torre dell’Orologio che funziona ancora oggi secondo un antico meccanismo. Macerata è anche una vivace sede universitaria, la cui Università venne fondata nel 1290 ed è la più antica delle Marche. Di grande interesse storico, culturale e artistico è l’Arena Sferisterio, originariamente destinata al gioco del pallone con bracciale e più tardi riadattata a location per concerti e teatro d’opera: la sua acustica è stata più volte definita perfetta da cantanti e direttori d’orchestra e la sua struttura con pianta semicircolare ha la particolarità di ospitare dei palchetti all'aperto.


Il nostro percorso si conclude pedalando lungo un’ultima ripida discesa che ci riporta alla chiesa di San Claudio al Chienti da cui eravamo partiti, mentre ci lasciamo alle spalle le linee morbide del paesaggio collinare maceratese.


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Buon Viaggio!