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menuclose
66
Cappuccini - Tappa 3: da Cagli a Fonte Avellana
Difficoltà
E - Escursionistico
Tipo di percorso
 Trekking
Località
Cagli
Frontone
Lunghezza
18 Km
Fondo percorso
-
Altitudine minima
0 Mt
Altitudine massima
0 Mt
Dislivello
850 Mt
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Dalla piazza di Cagli percorriamo via Giacomo Leopardi fino ad arrivare al caratteristico Torrione, simbolo della città. Dal Torrione prendiamo a sinistra la strada provinciale 29 per imboccare poi Via della Vittoria e dopo 400 m a destra Via Flaminia sud. La percorriamo per circa 900 m in direzione San Geronzio e circa 100 m prima di arrivare alla chiesa (volendo si può allungare di poco il cammino e, se aperta, visitarla) lasciamo la strada asfaltata e prendiamo un sentiero che sale sulla sinistra. Lo percorriamo per 200 m e poi lo lasciamo per prendere sulla destra un sentiero che va in salita (Sentiero Frassati).

Dopo altri 250 m arriviamo a un campo che costeggiamo sulla destra per circa 600 m e finita la salita al bivio giriamo a destra (indicazione per Fonte Avellana). Continuiamo su questo sentiero per 1,3 km (dopo 600 m abbandoniamo il sentiero Frassati) e giunti al bivio continuiamo sulla strada principale che scende sulla sinistra.

Fatti 500 m all’incrocio prendiamo il sen- tierino piccolo che si inerpica dinanzi a noi, attraversiamo le due recinzioni a breve distanza l’una dall’altra, e poi scendiamo sulla sinistra costeggiando il campo per 200 m. Arrivati in fondo, troviamo una strada brecciata che prendiamo sulla destra e dopo 1 km attraversiamo la strada di asfalto che da Acquaviva sale al monte. Pochi metri dopo prendiamo sulla sinistra la strada brecciata che va in discesa.

Attraversiamo il borghetto Ca’ Ventura, dove troviamo una fonte d’acqua potabile, poco dopo ritroviamo la strada asfaltata sulla sinistra e dinanzi a noi appare già il castello di Frontone. Dopo 20 m sulla sinistra, lasciamo subito l’asfalto e prendiamo sulla destra la strada brecciata che va in discesa (indicazione Molinaccio). Dopo 600 m lasciamo la strada brecciata e facciamo attenzione a prendere sulla sinistra un piccolo sentiero che scende al “Ponte del diavolo”.

Superato il ponte continuiamo dritto e attraversiamo il borghetto di Calamello. Qui la strada ridiventa d’asfalto e dopo 100 m la lasciamo nuovamente per una strada sterrata sulla destra che costeggia un campo coltivato. Lo attraversiamo interamente fino a intercettare, 800 m dopo, un sentiero più ampio che sale sulla destra. Lo percorriamo per circa 300 m tenendoci sempre sulla sinistra fino a che, facendo attenzione, lo abbandoniamo per prendere un piccolo sentiero poco tracciato sulla sinistra che si inoltra nel bosco.

Attraversiamo il bosco per 400 m circa e poi rincontriamo un ampio sentiero di montagna su cui proseguiamo dritti. Dopo 600 m al bivio continuiamo ancora dritto sulla strada brecciata che ci porta al piccolo borgo di Paravento. Fatti 300 m intercettiamo la strada asfaltata che gira intorno al paesino e svoltando a destra poco dopo incontriamo un lavatoio con una fonte d’acqua. Appena superato il lavatoio, svoltiamo a destra su una strada brecciata.

Dopo 100 m giriamo a sinistra dove c’è una lapide con la scritta: “Battaglia di Paravento”. Costeggiando una recinzione saliamo leggermente, facendo attenzione al breve tratto dilavato e franato ma senza pericolo, superabile facilmente. Dopo 700 m all’incrocio di tre strade, una scende al borgo, una va verso monte e la valle del Mandrale, prendiamo la seconda a destra che percorriamo per circa 2 km fino ad arrivare alla frazione di Buonconsiglio. Da lì proseguiamo a destra per la strada asfaltata, superiamo un piccolo gruppo di case “Ca’deguido” e svoltiamo a sinistra per una stradina imbrecciata che scende (segnaletica CAI su palo della luce) con l’indicazione “Madonna dell’acqua nera”. Seguiamo la discesa, attraversiamo il torrente presso un piccolo ponticello pedonale e arriviamo alla casa tutta recentemente recintata per allevamento animali (cavallo).

Superato un cancello, lasciamo la casa sulla nostra sinistra e facciamo attenzione a non salire per la mulattiera ben visibile ma seguiamo la stradina in terra battuta nel bosco proseguendo in quota, avendo in basso sulla nostra sinistra i campi arati sottostanti. Seguiamo la traccia principale che diventa più ampia e ben visibile, scendendo e osservando sulla sinistra il castello di Frontone. Continuiamo dritto fino ad incontrare la strada che sale al monte e scendiamo a sinistra fino ad arrivare alla strada asfaltata che conduce a Foce (Via Avellana).

Siamo di fronte agli uffici dell’azienda del Catria, e giunti alla periferia di Frontone si può decidere per una sosta/pranzo e visita al castello, e anche sosta pernottamento nel caso in cui al monastero di Fonte Avellana non si trovasse disponibilità per dormire). Percorsi 200 m di asfalto sulla destra in Via Valbona prendiamo la strada dell’acquedotto e da qui parte il sentiero per il Monte Roma e quindi per Fonte Avellana.

Il primo tratto è asfaltato e molto ripido per circa 1 km. Seguiamo sempre la traccia principale ormai in leggera salita, senza tener conto delle stradine laterali in discesa o che raggiungono i campi. Oltrepassiamo una doppia curva e raggiungiamo una radura dove la strada termina e comincia a sinistra un piccolo sentiero che ci permette di raggiungere la strada principale imbrecciata.

Svoltiamo a destra, con la possibilità di raggiungere la cima del Monte Roma che sta sulla nostra sinistra, e proseguiamo sempre per la stradina, godendo di una bellissima vista sulla vallata di Foce, la cabinovia e il Monte Acuto sulla nostra destra. La stradina, quasi tutta in piano, ci conduce ad un incrocio denominato “la Forchetta” dove si intercetta la strada asfaltata per Fonte Avellana.

Nella piazzetta/parcheggio si snodano diversi sentieri: noi prendiamo a sinistra oltrepassando un cancello per animali e scendiamo per il sentiero principale che ci conduce al monastero. Sulla sinistra in basso si intravede il piccolo cimitero dei monaci. Raggiungiamo il fabbricato rurale destinato a foresteria che sovrasta l’eremo di Fonte Avellana. Qui possiamo mangiare, pernottare e godere di uno splendido ambiente.

Compatibilmente con gli orari dei monaci, nel pomeriggio o al mattino successivo, si può visitare il monastero, lo scriptorium e la preziosa biblioteca.Dalla piazza di Cagli percorriamo via Giacomo Leopardi fino ad arrivare al caratteristico Torrione, simbolo della città. Dal Torrione prendiamo a sinistra la strada provinciale 29 per imboccare poi Via della Vittoria e dopo 400 m a destra Via Flaminia sud.

La percorriamo per circa 900 m in direzione San Geronzio e circa 100 m prima di arrivare alla chiesa (volendo si può allungare di poco il cammino e, se aperta, visitarla) lasciamo la strada asfaltata e prendiamo un sentiero che sale sulla sinistra. Lo percorriamo per 200 m e poi lo lasciamo per prendere sulla destra un sentiero che va in salita (Sentiero Frassati).

Dopo altri 250 m arriviamo a un campo che costeggiamo sulla destra per circa 600 m e finita la salita al bivio giriamo a destra (indicazione per Fonte Avellana). Continuiamo su questo sentiero per 1,3 km (dopo 600 m abbandoniamo il sentiero Frassati) e giunti al bivio continuiamo sulla strada principale che scende sulla sinistra.

Fatti 500 m all’incrocio prendiamo il sen- tierino piccolo che si inerpica dinanzi a noi, attraversiamo le due recinzioni a breve distanza l’una dall’altra, e poi scendiamo sulla sinistra costeggiando il campo per 200 m. Arrivati in fondo, troviamo una strada brecciata che prendiamo sulla destra e dopo 1 km attraversiamo la strada di asfalto che da Acquaviva sale al monte.

Pochi metri dopo prendiamo sulla sinistra la strada brecciata che va in discesa. Attraversiamo il borghetto Ca’ Ventura, dove troviamo una fonte d’acqua potabile, poco dopo ritroviamo la strada asfaltata sulla sinistra e dinanzi a noi appare già il castello di Frontone. Dopo 20 m sulla sinistra, lasciamo subito l’asfalto e prendiamo sulla destra la strada brecciata che va in discesa (indicazione Molinaccio).

Dopo 600 m lasciamo la strada brecciata e facciamo attenzione a prendere sulla sinistra un piccolo sentiero che scende al “Ponte del diavolo”. Superato il ponte continuiamo dritto e attraversiamo il borghetto di Calamello. Qui la strada ridiventa d’asfalto e dopo 100 m la lasciamo nuovamente per una strada sterrata sulla destra che costeggia un campo coltivato.

Lo attraversiamo interamente fino a intercettare, 800 m dopo, un sentiero più ampio che sale sulla destra. Lo percorriamo per circa 300 m tenendoci sempre sulla sinistra fino a che, facendo attenzione, lo abbandoniamo per prendere un piccolo sentiero poco tracciato sulla sinistra che si inoltra nel bosco.

Attraversiamo il bosco per 400 m circa e poi rincontriamo un ampio sentiero di montagna su cui proseguiamo dritti. Dopo 600 m al bivio continuiamo ancora dritto sulla strada brecciata che ci porta al piccolo borgo di Paravento. Fatti 300 m intercettiamo la strada asfaltata che gira intorno al paesino e svoltando a destra poco dopo incontriamo un lavatoio con una fonte d’acqua.

Appena superato il lavatoio, svoltiamo a destra su una strada brecciata. Dopo 100 m giriamo a sinistra dove c’è una lapide con la scritta: “Battaglia di Paravento”. Costeggiando una recinzione saliamo leggermente, facendo attenzione al breve tratto dilavato e franato ma senza pericolo, superabile facilmente. Dopo 700 m all’incrocio di tre strade, una scende al borgo, una va verso monte e la valle del Mandrale, prendiamo la seconda a destra che percorriamo per circa 2 km fino ad arrivare alla frazione di Buonconsiglio.

Da lì proseguiamo a destra per la strada asfaltata, superiamo un piccolo gruppo di case “Ca’deguido” e svoltiamo a sinistra per una stradina imbrecciata che scende (segnaletica CAI su palo della luce) con l’indicazione “Madonna dell’acqua nera”. Seguiamo la discesa, attraversiamo il torrente presso un piccolo ponticello pedonale e arriviamo alla casa tutta recentemente recintata per allevamento animali (cavallo).

Superato un cancello, lasciamo la casa sulla nostra sinistra e facciamo attenzione a non salire per la mulattiera ben visibile ma seguiamo la stradina in terra battuta nel bosco proseguendo in quota, avendo in basso sulla nostra sinistra i campi arati sottostanti. Seguiamo la traccia principale che diventa più ampia e ben visibile, scendendo e osservando sulla sinistra il castello di Frontone.

Continuiamo dritto fino ad incontrare la strada che sale al monte e scendiamo a sinistra fino ad arrivare alla strada asfaltata che conduce a Foce (Via Avellana). Siamo di fronte agli uffici dell’azienda del Catria, e giunti alla periferia di Frontone si può decidere per una sosta/pranzo e visita al castello, e anche sosta pernottamento nel caso in cui al monastero di Fonte Avellana non si trovasse disponibilità per dormire).

Percorsi 200 m di asfalto sulla destra in Via Valbona prendiamo la strada dell’acquedotto e da qui parte il sentiero per il Monte Roma e quindi per Fonte Avellana. Il primo tratto è asfaltato e molto ripido per circa 1 km. Seguiamo sempre la traccia principale ormai in leggera salita, senza tener conto delle stradine laterali in discesa o che raggiungono i campi.

Oltrepassiamo una doppia curva e raggiungiamo una radura dove la strada termina e comincia a sinistra un piccolo sentiero che ci permette di raggiungere la strada principale imbrecciata. Svoltiamo a destra, con la possibilità di raggiungere la cima del Monte Roma che sta sulla nostra sinistra, e proseguiamo sempre per la stradina, godendo di una bellissima vista sulla vallata di Foce, la cabinovia e il Monte Acuto sulla nostra destra. La stradina, quasi tutta in piano, ci conduce ad un incrocio denominato “la Forchetta” dove si intercetta la strada asfaltata per Fonte Avellana.

Nella piazzetta/parcheggio si snodano diversi sentieri: noi prendiamo a sinistra oltrepassando un cancello per animali e scendiamo per il sentiero principale che ci conduce al monastero. Sulla sinistra in basso si intravede il piccolo cimitero dei monaci. Raggiungiamo il fabbricato rurale destinato a foresteria che sovrasta l’eremo di Fonte Avellana. Qui possiamo mangiare, pernottare e godere di uno splendido ambiente. Compatibilmente con gli orari dei monaci, nel pomeriggio o al mattino successivo, si può visitare il monastero, lo scriptorium e la preziosa biblioteca.

Periodo consigliato: Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre
Note:

Acqua: 5,5 km (Ca’ Ventura); 7,2 km (Lavatoio di Paravento); 12 km (Frontone)

(Per gli approvvigionamenti, il pellegrino tenga conto che ci si può rifornire a Frontone, 6 km prima di arrivare a Fonte Avellana. Il monastero offre comunque la possibilità di ristoro)

Il materiale tecnico lo trovate al seguente link: https://www.marcheoutdoor.it/Cammini/Dettagli/4
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